Denti da latte che non cadono: quando bisogna preoccuparsi?

La caduta dei denti da latte è una delle tappe più riconoscibili della crescita di un bambino. Arriva il primo dentino che si muove, poi il primo spazio nel sorriso e, gradualmente, i denti permanenti iniziano a prendere il posto di quelli decidui.

Non sempre, però, tutto avviene secondo i tempi che i genitori si aspettano. Può capitare che un dente da latte rimanga al suo posto mentre gli altri sono già caduti, oppure che il nuovo dente inizi a spuntare quando quello deciduo è ancora presente.

È proprio in queste situazioni che molti genitori si chiedono: “Perché il dente da latte non cade?”, “Bisogna toglierlo?” oppure “È normale che il dente permanente stia crescendo dietro?”.

Nella maggior parte dei casi non è utile allarmarsi né confrontare rigidamente la dentizione del proprio bambino con quella dei suoi coetanei. I tempi della permuta possono variare. Ci sono però alcune situazioni che meritano una valutazione, soprattutto quando il ritardo riguarda un singolo elemento o l’eruzione dei denti permanenti non sembra seguire il normale percorso.

Quando iniziano a cadere i denti da latte?

I bambini possiedono complessivamente 20 denti decidui. La loro sostituzione con i denti permanenti è un processo graduale che generalmente inizia intorno ai 6 anni, anche se l’età può variare da bambino a bambino.

Solitamente gli incisivi sono tra i primi denti da latte a essere sostituiti. Negli anni successivi la permuta prosegue interessando progressivamente gli altri elementi, fino ad arrivare a canini e molaretti decidui.

È importante ricordare, però, che non esiste un giorno preciso in cui un determinato dente debba cadere.

Un bambino può iniziare la permuta leggermente prima e un altro leggermente dopo senza che questo rappresenti necessariamente un problema. Più che osservare soltanto l’età anagrafica, durante una visita è importante valutare la sequenza con cui i denti stanno cambiando e lo sviluppo complessivo delle arcate.

Perché i denti da latte cadono?

La caduta di un dente deciduo è il risultato di un processo fisiologico.

Con l’avvicinarsi della permuta, la radice del dente da latte va progressivamente incontro a riassorbimento. Il dente perde così parte del proprio supporto, inizia a muoversi e può infine cadere lasciando spazio al permanente.

Quando questo meccanismo non procede come previsto, il dente da latte può rimanere in bocca più a lungo.

Le ragioni possono essere differenti. In alcuni casi si tratta semplicemente di una permuta più tardiva; in altri è necessario verificare cosa sta accadendo al dente permanente che dovrebbe sostituirlo.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti della valutazione.

Perché un dente da latte non cade?

Quando un dente deciduo rimane in bocca oltre i tempi attesi, non significa automaticamente che debba esserci un problema.

Una delle possibilità è che anche il dente permanente sottostante stia seguendo tempi di sviluppo più lunghi. In altre situazioni, invece, il permanente può trovarsi in una posizione differente rispetto a quella prevista e non favorire il normale riassorbimento della radice del deciduo.

Occorre inoltre considerare la possibilità che il dente permanente corrispondente non sia presente. Questa condizione prende il nome di agenesia dentale e può determinare la permanenza del dente da latte anche oltre l’età abituale della permuta.

Per questo, quando osserviamo un dente deciduo che non cade, non dobbiamo concentrarci soltanto sul dentino visibile.

La domanda più importante diventa: dov’è il dente permanente e come sta procedendo il suo sviluppo?

Cosa succede se il dente permanente cresce dietro quello da latte?

Un’altra situazione piuttosto frequente è vedere comparire il dente permanente quando il corrispondente dente da latte non è ancora caduto.

I genitori possono accorgersene soprattutto nella zona degli incisivi inferiori: guardando nella bocca del bambino si nota una seconda fila di denti più interna rispetto a quella dei denti decidui.

L’immagine può impressionare, ma non significa necessariamente che il dente permanente rimarrà storto o che il bambino avrà bisogno immediatamente di un apparecchio.

È necessario valutare quanto sia mobile il dente da latte, la posizione del permanente, lo spazio presente nell’arcata e la fase della permuta.

In alcune situazioni può essere sufficiente monitorare l’evoluzione. In altre, invece, il dentista può ritenere opportuno intervenire sul dente deciduo per favorire il corretto percorso eruttivo del permanente.

La scelta dipende sempre dalla situazione individuale.

Un dente da latte che non cade deve essere estratto? Studio dentistico Piermattei Eur

Non necessariamente.

L’estrazione non dovrebbe essere considerata automaticamente la soluzione ogni volta che un dente da latte rimane in bocca più a lungo del previsto.

Prima è necessario comprendere perché non è caduto.

Se il permanente è presente, bisognerà valutarne posizione, sviluppo e possibilità di eruzione. Se invece il dente permanente non è presente, il mantenimento del deciduo può assumere un significato completamente diverso e dovrà essere valutato nel contesto del futuro equilibrio della dentatura.

Anche per questo è preferibile evitare interventi “fai da te” nel tentativo di far cadere un dentino che sembra particolarmente resistente.

La decisione di attendere, monitorare o intervenire deve partire dalla diagnosi.

Quando un dente da latte che non cade merita un controllo?

Più che concentrarsi esclusivamente sull’età, può essere utile osservare alcuni cambiamenti nella dentizione.

Ad esempio, merita attenzione una marcata differenza tra i due lati della bocca: se un dente è stato sostituito da molto tempo mentre quello corrispondente dall’altro lato rimane stabile, può essere utile comprenderne il motivo.

Lo stesso vale quando il permanente è già visibile ma il deciduo non sembra muoversi, quando alcuni denti permanenti tardano molto a comparire oppure quando sembra esserci poco spazio per accoglierli.

Un controllo non significa necessariamente iniziare un trattamento.

Al contrario, uno degli obiettivi della visita pediatrica è proprio capire quando è necessario intervenire e quando possiamo tranquillamente aspettare, continuando semplicemente a seguire la crescita.

Quando è necessaria una radiografia?

Non tutti i denti da latte che tardano a cadere richiedono automaticamente un esame radiografico.

Dopo aver visitato il bambino, il dentista può stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.

Quando indicata, una radiografia può permettere di verificare la presenza del dente permanente, osservarne la posizione e il grado di sviluppo e comprendere meglio il rapporto con il dente deciduo.

Si tratta quindi di uno strumento diagnostico che viene utilizzato quando le informazioni ottenute possono essere realmente utili per decidere come procedere.

Denti da latte che non cadono e ortodonzia intercettiva – Ortodonzia intercettiva Studio Piermattei Eur

Il periodo in cui convivono denti decidui e permanenti prende il nome di dentizione mista ed è una fase particolarmente importante per osservare la crescita del sorriso.

In questo momento, infatti, non valutiamo soltanto se un singolo dente stia cadendo.

Osserviamo lo sviluppo delle arcate, lo spazio disponibile, il modo in cui i denti permanenti stanno erompendo e il rapporto tra le arcate dentarie.

È anche per questo che una valutazione ortodontica durante la crescita può essere utile.

L’ortodonzia intercettiva non significa necessariamente mettere un apparecchio appena compare un dente storto. Il suo obiettivo è riconoscere precocemente quelle alterazioni dello sviluppo nelle quali intervenire durante la crescita può essere indicato.

In altri casi, invece, la scelta corretta può essere semplicemente continuare a monitorare.

Denti permanenti storti: bisogna intervenire subito?

Quando i primi denti permanenti iniziano a comparire, non è raro che sembrino grandi, poco allineati o che non abbiano immediatamente lo spazio ideale.

Questo non permette, da solo, di stabilire che il bambino avrà bisogno di un trattamento ortodontico.

La dentizione è ancora in evoluzione e deve essere osservata nel suo insieme.

Se però l’eruzione avviene in una posizione molto anomala, manca spazio nell’arcata o sono presenti altre alterazioni dell’occlusione, una valutazione precoce permette di capire se sia opportuno intervenire oppure continuare ad aspettare.

La parola chiave, quindi, è intercettare, non necessariamente trattare.

Quando bisogna davvero preoccuparsi?

Un dente da latte che tarda a cadere non dovrebbe diventare automaticamente motivo di preoccupazione per la famiglia.

È più utile considerarlo come un elemento da osservare all’interno della crescita complessiva del bambino.

Se la permuta procede in modo regolare e il dentista non rileva anomalie, può essere sufficiente rispettare i tempi biologici del bambino.

Quando invece qualcosa nella sequenza sembra insolito, il permanente compare senza che il deciduo cada oppure un elemento rimane presente molto più a lungo rispetto agli altri, una visita permette di capire cosa sta succedendo senza aspettare necessariamente che compaia un problema più evidente.

Seguire il sorriso mentre cresce

Per noi dello Studio Dentistico Piermattei, la pedodonzia non significa soltanto curare una carie quando compare.

Significa accompagnare il bambino durante le diverse fasi della crescita, osservando come cambiano denti, arcate e occlusione e aiutando i genitori a distinguere ciò che rientra nella normale evoluzione da ciò che merita maggiore attenzione.

Anche la permuta dei denti da latte fa parte di questo percorso.

Non tutti i dentini devono cadere nello stesso momento e non ogni ritardo richiede un trattamento. Ma quando qualcosa sembra diverso dal normale andamento della dentizione, controllarlo al momento giusto permette di comprenderne la causa e decidere con maggiore consapevolezza se aspettare o intervenire.

Se il dente da latte di tuo figlio non cade, il permanente sta crescendo dietro oppure hai dubbi su come sta procedendo la permuta, possiamo valutarne insieme lo sviluppo.
CONSULENZA PRESSO STUDIO ODONTOIATRICO PIERMATTEI

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